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15 marzo 2007

Un gigante dai piedi d'argilla


Per comprendere quali sono le principali disfunzioni che caratterizzano gli organi di controllo calcistici è importante conoscerne prima la struttura e capirne il funzionamento.

In Italia le strutture che governano il calcio sono rappresentate dal C.O.N.I., dalla F.I.G.C e dalla Lega calcio. Il Coni è un ente pubblico controllato da  un dipartimento del Ministero per i Beni e le attività Culturali cui generalmente è demandata l’organizzazione e lo sviluppo delle varie attività sportive. Lo scopo principale è di coordinare e regolare le diverse attività sportive attraverso le federazioni (tra cui la Figc), che esercitano le funzioni di controllo e disciplina delle attività sportive.

Emanazione del Coni sono rispettivamente la Figc e la Lega Calcio. In particolare, la FIGC è l’associazione delle società, delle associazioni  e degli altri organismi ad essi affiliati che perseguono il fine di praticare e diffondere il gioco del calcio in Italia. Una delle principali funzioni è quella di emanare le N.O.I.F. (Norme organizzative interne alla federazione) che regolano il funzionamento delle società sportive ad esse affiliate e disciplinano le norme di tesseramento dei calciatori, i controlli sulla gestione economico-finanziaria delle società professionistiche e delle Leghe, la gestione degli arbitri e i rapporti tra le società e i calciatori.

D’altra parte la Lega Calcio (che costituisce un’articolazione della Figc e comprende la Lega Nazionale Professionisti, in cui confluiscono i Campionati di Serie A e B, la Lega professionisti di Serie C e la Lega Nazionale Dilettanti) si occupa dell’organizzazione dei vari tornei nazionali (campionati e coppe) e della regolamentazione dei rapporti tra  tutte le società di calcio che partecipano a tali manifestazioni. In particolare essa verifica la sussistenza dei requisiti per l’iscrizione ai relativi campionati e  vigila sul rispetto delle regole per la gestione delle società di calcio professionistiche.

Il quadro presentato sinora mostra l’inefficienza dell’intero sistema che governa il nostro calcio. Il dato allarmante risiede nel fatto che, nonostante l’enorme giro d’affari che caratterizza l’universo calcistico, il suo apparato di controllo sia fortemente parcellizzato e privo di un codice di riferimento preciso cui appellarsi in caso di eventuali disfunzioni. Una delle principali anomalie riguarda la stessa natura della Figc organizzata ancora su base associativa nonostante la complessità  del settore e l’ampio volume sia in termini di tesserati, che di fatturato.

L’aspetto paradossale è che il suo potere derivi, infatti, dagli stessi soggetti sottoposti ai suoi controlli (nel caso specifico le Leghe) le quali concorrono, sebbene con pesi diversi, all’elezione delle cariche federali. Un fatto dunque gravissimo che contraddice il principio di imparzialità e di autorevolezza che dovrebbe caratterizzare gli organismi di controllo dell’universo calcistico, e che purtroppo facilita il proliferarsi di ambiguità e corruzione all’interno dell’ambiente.

Sul piano internazionale il principale organismo di controllo è rappresentato dalla  F.I.F.A (essa associa ben 197 federazioni di calcio nazionali proclamandosi la più grande organizzazione calcistica al mondo) che si occupa di promuovere il gioco del calcio a livello internazionale e di dettarne i regolamenti sportivi attraverso le varie confederazioni calcistiche mondiali (tra cui spiccano l’U.E.F.A,  che raccoglie le federazioni calcistiche europee e la Confederación Sudamericana de Fútbol).

Ciò che colpisce è vedere come, a parte disposizioni più generali tra cui rientrano il codice disciplinare ed etico della FIFA  e regolamenti più specifici relativi alla gestione di calciatori, arbitri e agenti, manchi ancora uno statuto sovra-nazionale che disciplini i criteri di gestione e di funzionamento delle diverse strutture di vertice calcistico a livello delle singole nazioni in modo che ciascuna possa avere ruoli specifici e operare in coordinamento con gli altri apparati di controllo.

Un primo passo verso la riforma degli organi di governo del calcio potrebbe essere quella di prevedere una cornice istituzionale ad hoc per il sistema calcistico, in cui i vertici siano nettamente distinti dai soggetti “regolati”così da garantire una maggiore trasparenza e autorevolezza e ridurre al minimo le ingerenze tra i diversi apparati.

Un’idea potrebbe essere quella di mantenere una Federazione su base associativa da cui scorporare le varie funzioni di controllo (ad esempio la gestione economica e disciplinare,  quella dei bilanci, degli  arbitri e della Giustizia sportiva), affidando quest’ultime ad una o più agenzie esterne nominate dal Coni, al fine di semplificarne i compiti e rendere i processi decisionali più trasparenti e neutrali.

Inoltre, sarebbe opportuno ipotizzare all’interno della Figc un Comitato di Presidenza ristretto,  i cui membri dispongano di maggiori poteri e alla cui nomina concorrano enti esterni al settore calcistico. Questo permetterebbe infatti una maggiore sistematicità nei sistemi di controllo ed eviterebbe il verificarsi di conflitti d’interessi che andrebbero a minare l’obiettività delle decisioni e dei provvedimenti intrapresi. Un esempio su tutti il caso dell’ex Presidente della lega Galliani per il quale il conflitto d’interessi era intrinseco nella sua duplice funzione di curare gli interessi particolari di un’associata (quelli del Milan, appunto in qualità di suo vice-presidente) e quelli più generali del Campionato (nel ruolo di Presidente di Lega).

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 15/3/2007 alle 12:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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